[Italian] Come prendere decisioni: “Decide: Better Ways of Making Better Decisions”

(Article copied from my old blog)
Decide book cover

A tutti capita di prendere decisioni, nella vita personale di tutti i giorni (quale vestito comprare, quale auto comprare, con quale compagna/o iniziare una relazione) o in quella lavorativa.

E tutti sicuramente ammetteranno che non è una cosa facile, spesso siamo di fronte a scelte difficili, e avere un aiuto in più, un approccio strutturato che aiuti nelle nostre decisioni è sicuramente un qualcosa che risulta molto utile, un importante plus o addirittura una marcia in più, nella vita come nella carriera lavorativa.

A queste persone che ricercano la loro “marcia in più” è rivolto “Decide: Better Ways of Making Better Decisions”, libro del 2012 di David Wethey nel quale viene esposto il suo metodo di “smart decision making” ovvero come prendere una scelta in modo intelligente, assieme a molti esempi e storie di vita vissuta nella quale vengono raccontate decisioni azzeccate da parte di personalità importanti raccontate dai protagonisti stessi.

Come prendere una decisione?

L’autore innanzitutto sottolinea il fatto che non fare nulla è sempre sbagliato, e nascondendosi o schivando le decisioni (citando il 32° presidente degli Stati Uniti D’America Frank Delano Roosvelt) non si arriva da nessuna parte.

D’altra parte non si può prendere una decisione a caso tanto per prenderne una, bisogna studiare accuratamente la situazione, e poi prendere una decisione.

Aiuto! Ho preso una decisione sbagliata!

L’autore dice che è del tutto normale. L’uomo è progettato per imparare dai suoi errori: un bambino per imparare a camminare deve prima cadere diverse volte, ed il bambino che non cade mai, non imparerà mai a camminare.

D’altra parte è importante imparare dall’errore, quindi analizzare criticamente le cause della decisione sbagliata. Le più comuni sono

L’autore cita il filosofo Santayana, che disse “Quelli che non ricordano il passato sono destinati a ripeterlo” per affermare appunto che è importante imparare dagli errori, altrimenti un errore è fine a se stesso e non ha alcun risvolto positivo. Le domande da porsi dopo una decisione sbagliata sono del tipo

L’autore evidenzia come, in generale, l’errore più grande che si può fare durante il processo decisionale è quello fatto a monte, cioè utilizzare risorse (tempo, denaro, energie) per risolvere un problema sbagliato!.

Prima di decidere

E’ importantissimo avere una chiarezza di intenti (GOAL), capire che cosa dobbiamo fare, e raccogliere la maggior quantità di informazione possibile a supporto della nostra decisione. A questo punto potremo definire per bene il problema da risolvere, strutturandolo, identificando delle opzioni alternative, valutando i pro e contro di ciascuna (o i rischi e ricompense).

E’ importante evidenziare come il problema da risolvere, che da alcuni è preso come sinonimo di “La decisione da prendere” indichi in realtà una cosa differente, una porzione all’interno del processo decisionale: all’interno di un processo decisionale, prima definisco il problema e poi lo risolvo. Inoltre non è detto che una decisione comporti un problema, potrebbe trattarsi di una opportunità da poter sfruttare.

Prendere la decisione

Innanzitutto l’autore del libro fa una premessa: fate attenzione all’ottimismo umano! L’essere umano è intrinsecamente ottimista: è l’ottimismo che ha spinto l’uomo primitivo a risalire dall’Africa verso l’Europa e l’Asia, ad avventurarsi nello spazio, eccetera. E’ lo stesso ottimismo però che può far fallire un processo decisionale, mettendo troppa enfasi sugli aspetti positivi e minimizzando i rischi che una determinata scelta potrebbe comportare.

Dopo questa premessa, ecco finalmente il metodo, step-by-step:

Prima parte

Nella prima parte del metodo “Smart Decision Making”, avviene la verifica che la fase preliminare alla decisione vera e propria sia stata eseguita correttamente, e quindi vengono identificate una o più opzioni candidate ad essere implementate.

  1. Il problema o l’opportunità sono stati compresi ed identificati correttamente?
  2. Se si tratta di un problema, ho capito come va affrontato e risolto?
  3. Se si tratta di un’opportunità ho individuato come trarne vantaggio?
  4. Qual’è il mio obiettivo? Che cosa voglio ottenere?
  5. L’obiettivo devo raggiungerlo da solo in un team? Come scelgo il team?
  6. Quante possibili opzioni alternative di decisione ci sono? Sono sicuro di aver identificato tutte le opzioni più rilevanti?
  7. Ho abbastanza informazioni per analizzare tutte le opzioni? Eventualmente posso raccogliere/ottenere più informazioni in tempi ragionevoli?
  8. Ho guardato pro e contro di ciascuna opzione? Per ogni opzione scrivo il pro (la ricompensa) più importante e il contro (il rischio) più importante
  9. Se non è subito ovvia l’opzione migliore da scegliere, elimino subito l’opzione col rischio più grande (a meno che tale opzione non abbia una ricompensa talmente elevate da poterlo in qualche modo giustificare). A questo punto riguardo le varie opzioni tenendo sotto occhio più i pro che i contro, e prendo la mia decisione

In questo modo dovrei arrivare alla scelta di una opzione, un “vincitore razionale” tra le varie opzioni. Se sono fortunato, tale vincitore razionale concide con il “vincitore nel cuore”, una opzione che emotivamente mi aveva convinto, che sentivo istintivamente. Se così non fosse, non bisogna disperarsi perchè non è ancora giunto il momento di decidere definitivamente. Infatti l’autore del libro prevede una seconda parte nel processo decisionale…

Seconda parte

La seconda parte inizia con una dormita. Bisogna dormire sopra la decisione semi-definitiva presa il giorno prima, oppure, se ho ancora 2 o 3 opzioni in ballo, ne scelgo una al giorno e ci dormo sopra una notte per opzione. Se al mattino dopo sono convinto dal mio istinto che la decisione razionale era quella giusta procedo, altrimenti posso sempre riconsiderarla se sento che la decisione istintiva è un’altra ed è quella che andrebbe presa.

Una volta deciso in un verso o nell’altro, la decisione va comunicata a tutti, e quindi implementata, messa in pratica con quanta più energia possibile.

In questa seconda parte viene evidenziata una cosa importante: nel decision making esiste una componente personale, emozionale, a differenza del problem solving. In definitiva una decisione è risultato di una somma di fattori quali EMOZIONI-ISTINTO-RAGIONE.

Le caratteristiche più importanti di un buon decisore

Oltre a questo elenco, all’interno del libro vengono un pò alla volta snocciolati altri concetti riguardo a cosa un decisore debba o non debba fare. Ad esempio è importante che sappia prioritizzare i vari fattori all’interno di una decisione, stabilendo se un fattore (di rischio piuttosto che di ricompensa) sia più o meno importante di un altro. Oppure non dimenticare mai dei vari vincoli che la situazione impone (di tempo piuttosto che di denaro, eccetera); nell’ottica del tempo è interessante anche il discorso secondo il quale, nel momento di prendere una decisione in brevissimo tempo non si può sprecar tempo nel soppesare a lungo pro e contro, ma ci si affida ad altri fattori quali Esperienza, Istinto ed Addestramento (quest’ultimo ad esempio per quanto concerne soldati piuttosto che infermieri).

Un altro fattore che esiste, ma sul quale c’è ahime poco da apprendere è la fortuna. Una decisione può essere stata presa con tutta la buona razionalità ed il buon istinto possibili, ma magari un’altra sarebbe stata più efficace a causa di congiunture esterne favorevoli: in questo caso la decisione presa è stata svantaggiata dalla sfortuna, ma c’è ben poco da fare in questi casi.

Le riunioni

Concludo la mia rassegna su questo libro parlando un pò delle riunioni (meeting) così come le espone l’autore nel libro soggetto di questo articolo. Innanzitutto l’autore precisa che è importantissimo che i partecipanti alla riunione siano le persone giuste, un roster bilanciato, non tutte prime donne (cita esempi di meeting tra prime donne che non hanno saputo arrivare a decisioni ottimali proprio a causa delle forti personalità che si sono scontrate).

E poi suggerisce un comportamento da tenere per organizzare un meeting decisionale proficuo:

  1. Avvisare tutti preventivamente dell’obiettivo della riunione (prendere decisione su XXX)
  2. Assicurarsi di aver invitato solo le persone giuste ed indispensabili (più gente è presente, più difficile sarà prendere la decisione)
  3. Scrivere un programma della riunione, con tutti gli ordini del giorno, cioè gli argomenti da trattare (che possono essere sottodecisioni da prendere rispetto all’obiettivo principale)
  4. Identificare in anticipo le opzioni possibili per la decisione
  5. Concordare il metodo col quale approvare la decisione (maggioranza, unanimità, eccetera)
  6. Fissare una riunione successiva per concordare l’implementazione della decisione raggiunta.

Qui si conclude il mio “antipasto” del libro “Decide: Better Ways of Making Better Decisions”, se desideri approfondire l’argomento, puoi acquistare su Amazon il libro completo (in inglese).